La Liturgia della Parola di questa prima domenica di Quaresima ci conduce alle radici della nostra esistenza. Ci mette di fronte al mistero della nostra fragilità e alla frattura originaria che ha ferito l’essere umano nel profondo. Ma, soprattutto, ci apre alla novità meravigliosa del Vangelo.
Nel libro della Genesi leggiamo del giardino della comunione infranta. L’essere umano, destinatario della cura di Dio, sceglie di prestare ascolto al serpente. Non si tratta di una semplice violazione di un divieto, ma della tragedia della mancanza di fiducia. È una ribellione che nasce quando diamo spazio a un sospetto mortale: l’idea che la volontà di Dio non sia buona, che Egli ci nasconda un tranello per limitare la nostra felicità. Smettendo di riconoscersi creatura amata, l’essere umano cerca disperatamente di farsi padrone della vita, sprofondando nell’angoscia della propria nudità.
Per sanare questa frattura, il Vangelo ci presenta Gesù che riprende il filo dell’antica alleanza. I quaranta giorni trascorsi nel deserto evocano l’esodo del popolo eletto e ricapitolano in Cristo l’intera storia umana.
Lo Spirito lo conduce in quel luogo inospitale. Il deserto nella Bibbia non è mai soltanto una distesa geografica di pietre e sabbia; è lo spazio interiore dove cadono le maschere, dove le illusioni del mondo si sgretolano e ci si ritrova faccia a faccia con i propri limiti, con la nostra sete insopprimibile e con il bisogno di assoluto.
Gesù, il nuovo Adamo, entra in questa aridità e fa risuonare la sua obbedienza di Figlio. Non si sottrae alla prova, ma vive la tentazione in solidarietà radicale con noi, condividendo la nostra condizione umana fino in fondo. Egli ci ricorda la nostra vera identità incancellabile, donataci dalla grazia: non siamo schiavi del bisogno, ma figli amati.
Davanti al tentatore, Gesù ci mostra la via:
- Non trasforma i sassi in pane per sfamare se stesso.
- Non cede all’idolatria del potere temporale.
- Non cerca il fascino di un successo fatto di effetti speciali.
Gesù sconfigge Satana mostrando che l’unica vera forza capace di rigenerare il mondo è la fiducia nella volontà del Padre.
E noi, in questo inizio di Quaresima, quale deserto siamo chiamati ad attraversare per ritrovare la fiducia in Dio?





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